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Esecuzione degli ordini, spread e market maker

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La liquidità di un ETF non coincide con il volume storico mostrato dal listing. Dipende anche dalla negoziabilità dei sottostanti, dalla capacità degli authorized participant di creare o rimborsare quote e dalla presenza del market maker. Negli strumenti di nicchia, quest'ultimo può rappresentare gran parte del book disponibile in un dato momento.

La liquidità di un ETF non coincide con il volume storico mostrato dal listing. Dipende anche dalla negoziabilità dei sottostanti, dalla capacità degli authorized participant di creare o rimborsare quote e dalla presenza del market maker. Negli strumenti di nicchia, quest'ultimo può rappresentare gran parte del book disponibile in un dato momento.

Spread e formazione del prezzo

Un ordine a mercato accetta i prezzi presenti nel book senza fissare un limite. Se il market maker si ritira temporaneamente o espone quantità ridotte, l'esecuzione può quindi avvenire lontano dal valore indicativo. Un ordine limite definisce invece il prezzo massimo di acquisto o minimo di vendita; l'esecuzione non è garantita, ma lo scostamento accettabile è controllato.

Su crry a Euronext Milan sono state osservate circa 4.000 quote per lato al primo livello, 11.000 al secondo e uno spread vicino allo 0,5%. Il book è tuttavia risultato vuoto per brevi intervalli. Su dbmf-dbmfe lo spread è stato anch'esso vicino allo 0,5% durante l'apertura dei mercati statunitensi, ampliandosi fino a quotazioni come 104/107 quando questi erano chiusi. La finestra 15:30-17:30 italiane ha mostrato condizioni più regolari perché coincide con la negoziazione dei futures sottostanti.

La relazione con il sottostante spiega perché AUM e volume non bastano. DBMFE investe in un paniere ristretto di futures e T-Bill liquidi e ha registrato scambi superiori a prodotti con spread nominalmente più stretto nonostante le dimensioni inferiori. Le quotazioni di Londra e Parigi appartengono inoltre allo stesso fondo: il volume di una singola linea non descrive l'intera base patrimoniale.

Market maker e dimensioni del fondo

Per ntsg è stato indicato un impegno del market maker su spread e quantità, nell'ordine dell'1% e di 200.000 euro, anche quando gli scambi passati sono modesti. In un mese, i volumi su Borsa Italiana hanno oscillato fra 5 e 32 contratti al giorno, pari a circa 11.000-186.000 euro. ntsz, con AUM intorno a 4-5 milioni, ha avuto giornate quasi prive di scambi pur mantenendo quotazioni del market maker.

Un AUM ridotto segnala soprattutto il rischio economico di chiusura del fondo. Non implica automaticamente l'impossibilità di negoziare, se sottostanti e meccanismo di creazione restano liquidi. Al contrario, un AUM elevato non garantisce uno spread stretto in ogni orario. In caso di liquidazione, l'emittente normalmente comunica la procedura in anticipo, ma il valore finale dipende anche dai costi di dismissione degli attivi.

Mercato primario e secondario

La commissione massima di rimborso dell'1% indicata nel KID di DBMFE riguarda il rimborso diretto sul mercato primario presso l'emittente. Non è una commissione applicata automaticamente alla vendita ordinaria in borsa. La distinzione riflette due operazioni diverse: sul mercato secondario una quota passa fra investitori attraverso il book; nel rimborso primario il fondo deve cancellare quote e può dover smontare posizioni.

Orario, listing e tipo di ordine incidono quindi sul prezzo di esecuzione separatamente dalla qualità economica del prodotto. I volumi passati sono un dato utile, ma non sostituiscono spread corrente, profondità del book e liquidità degli strumenti replicati.

Fonti

  1. Market makers (e transazioni "a mercato")
  2. Spread CRRY Euronext Milan
  3. DBMF pochi volumi
  4. Esiste in modo per misurare la liquidita?
  5. Fare la punta al caz*o
  6. costi uscita DBMFE
  7. Ntsg completamente illiquido, mi sfugge qualcosa?
  8. Portafoglio e frequenza ribilanciamento
  9. Portafoglio con PWR ottimizzato.
  10. Carry nel pollofolio

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