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GUIDA INTRODUTTIVA · ARTICOLO 3 DI 5

Forma del payoff e regimi

Cosa vuol dire che un payoff è concavo o convesso, perché quasi tutti i premi al rischio sono concavi e ognuno ha un evento estremo suo, come funziona il trend following e perché è convesso, chi risponde subito a un crollo e chi dopo, e in quale regime economico paga ogni asset.

Il secondo articolo ha chiuso con una distinzione che lo Sharpe non vede: ci sono asset concavi, che incassano poco e spesso e ogni tanto perdono molto, e asset convessi, che perdono poco e spesso e ogni tanto guadagnano molto. Questo articolo prende quella distinzione e la usa per descrivere ogni asset della guida. Di ciascuno si chiede tre cose: che forma ha il suo payoff, e quindi da che parte sta il suo evento estremo; con quali tempi risponde a un crollo azionario, se risponde; in quale regime economico paga e in quale perde. Con queste tre risposte si capisce perché un portafoglio non è solo una somma di rendimenti attesi, e perché due asset con lo stesso Sharpe possono fare al portafoglio cose opposte.

Cosa vuol dire concavo e convesso

La forma di un asset è la forma della distribuzione dei suoi rendimenti, quella che il secondo articolo ha descritto con l'asimmetria. Un payoff concavo dà guadagni piccoli e frequenti e, di rado, una perdita grande: la coda lunga della distribuzione sta a sinistra. Un payoff convesso dà perdite piccole e frequenti e, di rado, un guadagno grande: la coda lunga sta a destra. I nomi vengono dalle opzioni. Chi ha venduto una put ha un guadagno che si ferma al premio incassato e una perdita che cresce con la discesa dell'indice: disegnato in funzione del sottostante, il suo payoff è una funzione concava, e la distribuzione dei suoi rendimenti è quella appena descritta, molti premi e un rimborso raro. Chi l'ha comprata ha una funzione convessa e la distribuzione opposta. Per le opzioni la forma della funzione e la forma della distribuzione sono la stessa cosa. Per gli altri asset, che non hanno un sottostante rispetto a cui disegnare una curva, la forma è quella della distribuzione, e basta.

Il meccanismo è quello di un contratto di assicurazione. Chi vende la polizza incassa un premio piccolo a ogni scadenza e paga un rimborso grande quando il sinistro si verifica: i suoi rendimenti hanno la forma concava. Chi la compra paga il premio a ogni scadenza e incassa il rimborso nel sinistro: forma convessa. Sono le due parti dello stesso contratto, e la somma dei due payoff è zero prima dei costi.

Un premio al rischio è quasi sempre un payoff concavo, e il motivo sta nella definizione del secondo articolo: il premio è il rendimento che il mercato paga a chi si prende un rischio che altri vogliono scaricare. Chi si prende il rischio incassa un compenso regolare finché il rischio non si materializza e paga quando si materializza, cioè vende un'assicurazione: skewness negativa, coda a sinistra. Il payoff convesso è la posizione di chi compra l'assicurazione: skewness positiva, coda a destra, e un rendimento atteso negativo, perché l'assicurazione ha un prezzo e chi la vende vuole essere pagato. Il trend following è l'eccezione, un payoff convesso con rendimento atteso positivo, e si vedrà perché.

Payoff concavoPayoff convesso
PosizioneVende l'assicurazione: incassa il premio, paga nell'eventoCompra l'assicurazione: paga il premio, incassa nell'evento
Nei periodi normaliGuadagna poco e spessoPerde poco e spesso (il bleed)
Nell'eventoPerde molto in una voltaGuadagna molto in una volta
SkewnessNegativa, coda a sinistraPositiva, coda a destra
Rendimento attesoPositivo: è il premioNegativo, salvo il trend following
Cosa fa lo SharpeLo sovrastima: l'evento pesa poco nella media e nella deviazione standardLo sottostima: il valore sta in pochi mesi
Con la levaMoltiplica la perdita dell'evento, fino alla margin callIl guadagno arriva quando il resto del portafoglio perde

Una precisazione tecnica, che servirà per il trend following. La forma dipende dall'orizzonte su cui si misurano i rendimenti e dall'evento che si guarda. Lo stesso asset può avere la coda a destra sui rendimenti di qualche mese, quando un movimento ha il tempo di durare, e la coda a sinistra su una settimana di crollo. Quando si dice che un asset è convesso bisogna sempre dire su quale orizzonte e rispetto a quale evento.

Ogni premio ha il suo evento

Applica la forma ai premi del secondo articolo. L'equity risk premium è concavo: le azioni pagano un anno dopo l'altro la crescita degli utili e nelle recessioni restituiscono in pochi mesi una parte di quanto hanno pagato in anni, ed è il motivo per cui la distribuzione dei loro rendimenti ha la coda sinistra più lunga della destra. Il term premium è concavo nella sua parte regolare: la cedola sopra il tasso a breve si incassa finché l'inflazione resta dove il mercato la aspettava, e si restituisce in conto capitale quando l'inflazione e i tassi salgono, come nel 2022. I cat bond sono il premio concavo nella forma più pura: cedola alta ogni anno, perdita del capitale nell'anno dell'uragano o del terremoto che il contratto definisce. Il carry su commodity incassa la differenza tra i contratti future vicini e lontani finché la curva resta in contango, e perde quando uno shock di offerta la rovescia in backwardation: nel marzo 2026, con il blocco dello Stretto di Hormuz, i prodotti UCITS di carry hanno perso tra un quarto e un terzo dai massimi, con giornate vicine al −10%. Il credito, cioè le obbligazioni societarie e high yield, incassa lo spread sopra il governativo e lo restituisce nelle recessioni, quando i fallimenti salgono.

Ognuno di questi premi ha quindi un evento estremo, ed è l'evento a decidere se due premi si diversificano tra loro. La correlazione misurata su tutta la storia dice come due asset si muovono insieme nei periodi normali, e nei periodi normali quasi tutti i premi si muovono per conto loro. Ma la sopravvivenza di un portafoglio a leva non si decide nei periodi normali: si decide nei giorni dell'evento, e lì conta la correlazione condizionata, cioè cosa fa un asset nel giorno in cui l'altro ha il suo evento. Per l'equity risk premium e il credito la risposta è semplice: l'evento è lo stesso, la recessione, e la correlazione condizionata è vicina a uno. Il credito aggiunge un premio senza aggiungere un evento diverso, ed è il motivo per cui, per chi ha già azioni e governativi, è un asset di cui si può fare a meno. Per i cat bond l'evento è un uragano, che non guarda il ciclo economico: la coincidenza con un crollo azionario è possibile(effettivamente se un terremoto distrugge tutti gli stati uniti, c'è il rischio che il mercato azionario usa non sia troppo contento...), ma è una coincidenza, e la correlazione condizionata resta bassa salvo nelle crisi di liquidità, quando tutto ciò che è poco liquido viene venduto insieme. Per il carry l'evento è uno shock di offerta sulle materie prime, che può arrivare in un mese qualsiasi, con o senza recessione: nel 2022, con le azioni in calo per tutto l'anno, il carry si è mosso per conto suo; nell'aprile 2025, con un crollo e un recupero nel giro di poche settimane, non ha protetto niente; nel marzo 2026 ha avuto il suo evento mentre le azioni erano ferme.

Da qui la regola per i premi concavi: si diversificano tra loro scegliendoli con eventi diversi. Un portafoglio di soli premi concavi non è fragile di per sé, se i loro eventi non coincidono: incassa tutti i premi e subisce un evento per volta. Diventa fragile quando i premi sono diversi di nome e uguali nell'evento, azioni, credito, immobiliare, private equity, tutti concavi alla stessa recessione, e in quel caso la correlazione media bassa dei periodi tranquilli è un'illusione statistica. Anche la diversificazione tra eventi ha però un limite: nelle crisi di liquidità la correlazione sale tra tutto per qualche giorno, perché chi deve vendere vende quello che può, non quello che vuole. Il fenomeno è documentato (Chua, Kritzman e Page, 2009): gli asset sono poco correlati quando i mercati salgono e molto correlati nelle correzioni forti, cioè al contrario di quanto servirebbe. Per questo la correlazione di un singolo giorno, quando scendono insieme azioni, obbligazioni, oro e trend following, non dice niente sulla diversificazione. La correlazione che conta si misura su orizzonti che attraversano regimi diversi.

Chi risponde subito e chi dopo

I payoff convessi si tengono per l'evento, e per un portafoglio a leva l'evento che conta è il crollo azionario. Un crollo ha tre dimensioni: la velocità, quanto perde in pochi giorni; la profondità, quanto perde dal massimo; la durata, per quanti mesi resta sotto il massimo. Nessun asset convesso risponde a tutte e tre. Nel lessico del sub, un first responder risponde alla velocità e un second responder alla durata.

I first responder sono le put out-of-the-money, che salgono se l'indice scende in fretta per costruzione, e in più perché la volatilità implicita sale nei primi giorni di un crollo; e i governativi lunghi, a volte. A volte perché il governativo lungo ha due componenti. La prima è il term premium, concavo, che si incassa nei periodi normali. La seconda compare solo quando il crollo azionario è uno shock di crescita, cioè una recessione: il mercato sconta tagli dei tassi, i rendimenti scendono e il prezzo di un'obbligazione a lunga duration sale nella stessa settimana in cui le azioni perdono, come nel 2008 e nel marzo 2020. Il prezzo di un'obbligazione ha inoltre una convessità in senso tecnico: sale più per un calo dei rendimenti di quanto scenda per un rialzo uguale, e l'effetto cresce con la duration. Quando invece il crollo azionario è uno shock di inflazione, come nel 2022, i rendimenti salgono e il governativo lungo perde insieme alle azioni, e più delle azioni. Il governativo lungo è quindi un first responder nelle recessioni e un asset concavo nell'inflazione, e la sua correlazione con le azioni cambia segno con il regime.

I second responder sono gli asset che devono vedere il movimento durare prima di pagare: il trend following, l'oro e le materie prime. Non rispondono affatto i cat bond e il carry, che hanno un ciclo proprio e non guardano il mercato azionario.

Il trend following: correlazione zero e convessità

Un fondo di trend following cerca i trend di mercato, al rialzo e al ribasso, su molti mercati insieme: indici azionari, titoli di stato, valute, materie prime. Come li cerca è materia dei gestori e cambia da fondo a fondo. Quello che conta per il portafoglio è che più mercati segue, più trend può trovare, e che su ogni mercato può essere lungo o corto a seconda della direzione del movimento. Non ha quindi una direzione fissa: non è lungo azioni per costruzione come un ETF azionario, né corto per costruzione come una put. Da qui la sua proprietà più importante: la correlazione con le azioni è vicina a zero per struttura, perché la posizione dipende dal trend in corso e non dall'asset. È una correlazione diversa da quella del tail hedge, che è negativa per costruzione: la put sale quando l'indice scende, sempre. Il trend following non ha un segno, e la sua correlazione media è zero perché in alcuni periodi è positiva e in altri negativa.

Correlazione zero vuol dire due cose. Nei periodi buoni il trend following può andare male, perché non è lungo azioni per contratto e un mercato laterale non gli dà trend da seguire. Nei periodi peggiori, quando si formano trend lunghi, anche ribassisti, può lavorare bene. La forma convessa dei suoi rendimenti: guadagna quando le azioni salgono molto, guadagna quando scendono molto, perde poco quando non succede niente.

Il motivo per cui la correlazione zero è fondamentale sta nella formula della varianza del secondo articolo. Aggiungendo a un portafoglio un asset con correlazione zero, il termine con la correlazione sparisce: la deviazione standard del portafoglio scende e il rendimento atteso resta la media pesata. Se l'asset ha anche un rendimento atteso positivo, si abbassa il rischio senza abbassare il rendimento. Se la correlazione è negativa, come per il tail hedge, il rischio scende ancora di più, ma il rendimento atteso dell'asset è negativo e va pagato. Un asset con correlazione zero o negativa e un rendimento atteso positivo, che per il trend following si spera tale, è quanto di meglio un portafoglio possa aggiungere.

Il vantaggio in un drawdown azionario è diretto. Un fondo che opera anche sui future degli indici azionari, in un mercato che scende per mesi, diventa corto azioni: la parte azionaria del portafoglio perde e la parte in trend following guadagna dalla stessa discesa. Nel 2022 un trend follower era corto obbligazioni, lungo energia, lungo dollaro e in molti casi corto azioni, e ha guadagnato nell'anno in cui azioni e obbligazioni scendevano insieme; lo stesso era successo nel 2000–2002 e nel 2008. Secondo la ricerca di AQR il trend following ha avuto un rendimento positivo in otto dei dieci drawdown più grandi di un 60/40 dal 1893. Sono le crisi lunghe, e le crisi lunghe sono quelle che allungano il tempo di recupero: un asset che sale per tutto il tempo in cui le azioni scendono rende il drawdown del portafoglio meno profondo e ne anticipa la fine, perché il recupero non deve aspettare che le azioni tornino al massimo.

La forma del payoff è però appiattita nel mezzo. Nella parte centrale della distribuzione dei rendimenti azionari, dove si passa la maggior parte del tempo, il contributo del trend following è quasi nullo o leggermente negativo, e può restarlo per anni, come nel decennio 2010–2019. Il suo valore sta nelle due code, ed è quello che mostra il grafico circolato nel sub sul rendimento del trend following in funzione del rendimento azionario. Chi lo tiene in portafoglio deve aspettarsi di pagarlo a lungo con piccole perdite e di incassarlo in pochi periodi.

Il limite va detto con la stessa precisione, perché è la fonte di quasi tutte le delusioni. Il trend following è convesso alla persistenza del movimento, non alla sua velocità. Dopo una salita lunga il sistema è lungo azioni, e in un crollo di dieci giorni perde con tutto il resto prima di invertire la posizione(motivo per cui esistono diverse tipologie di TF, con diverso orizzonte temporale delle strategie): sull'orizzonte di una settimana si comporta come un asset concavo, ed è successo nel febbraio 2018 e nelle prime settimane del marzo 2020. La velocità del sistema è una scelta di progetto: un modello a orizzonte breve inverte prima ma perde di più nei rimbalzi, uno a orizzonte lungo resta posizionato per tutto un anno come il 2022, ma nel marzo 2020 ha invertito la posizione quando il mercato aveva già recuperato. È il motivo per cui first e second responder si completano: la put lavora nelle due settimane in cui il trend è ancora posizionato dalla parte sbagliata, e il trend lavora nel calo lento di un anno o due in cui la put non paga, perché il theta ne consuma il valore e la volatilità implicita non sale.

Oro e materie prime: convessi all'inflazione

L'oro e le materie prime sono second responder di un altro evento, l'inflazione. L'oro non ha cedola e costa il rendimento a cui si rinuncia per tenerlo. Il suo guadagno è concentrato in pochi anni, quelli in cui l'inflazione si installa o la fiducia nelle valute si incrina, e in quegli anni è grande; perde quando i tassi reali salgono. Il suo payoff è convesso all'inflazione, non al crollo azionario: nel 2022 ha chiuso l'anno in dollari quasi invariato mentre le obbligazioni lunghe perdevano pesantemente, e nella settimana di un crollo non risponde.

Un paniere di materie prime comprato e tenuto è più difficile da classificare, e va detto. Non è un premio al rischio: le materie prime non producono utili né cedole, e un ETF long only paga il costo del roll ogni volta che le curve sono in contango, per cui il suo rendimento atteso è vicino a zero o negativo. Ma nello studio di Neville, Draaisma, Funnell, Harvey e van Hemert (2021) sugli otto regimi inflazionistici americani tra il 1926 e il 2020 le materie prime hanno reso il 14% l'anno in termini reali, mentre le azioni perdevano il 7% e i Treasury trentennali l'8%. La forma è quindi quella di un payoff convesso all'inflazione: un costo piccolo e regolare nei periodi normali, un guadagno grande negli anni dello shock, come nel 2022. Nel sub la conclusione è che fanno lo stesso lavoro dell'oro e del trend following e lo fanno peggio, e i dati dello stesso studio lo confermano: il trend following sulle sole commodity ha reso il 20% l'anno negli stessi regimi, perché guadagna anche quando i prezzi scendono, e il trend following su tutti gli asset il 25%, con rendimento positivo in tutti e otto.

I regimi

La terza domanda è in quale regime economico un asset paga. La cornice viene da Harry Browne, che negli anni Settanta divise la storia economica in quattro stati, crescita, recessione, inflazione e deflazione, sempre rispetto a quello che il mercato si aspettava, e osservò che ogni asset ha uno o due stati in cui paga. La stagflazione è la combinazione di recessione e inflazione, ed è il regime che un portafoglio di azioni e obbligazioni copre peggio: negli Stati Uniti l'indice S&P 500, al netto dell'inflazione, ha toccato il massimo nel 1972 ed è rimasto sotto quel livello per circa dieci anni, e un 60/40 partito nel 1968 ha avuto rendimento reale nullo per quindici anni.

AssetFormaRisponde a un crollo azionarioPaga inPerde in
Azioni (equity risk premium)concavano: è l'asset che crollacrescitarecessione, inflazione
Governativi lunghi (term premium)concava nella cedola, convessa nello shock di crescitafirst responder, solo se il crollo è una recessionerecessione, deflazioneinflazione, tassi in salita
Credito (corporate, high yield)concavano: perde con le azionicrescitarecessione
Cat bondconcavano: ciclo proprio, le catastrofiogni anno senza catastrofeanno della catastrofe, crisi di liquidità
Carry su commodityconcavano: ciclo proprio, la curva dei futurecurva in contangoshock di offerta, backwardation
Trend followingconvessasecond responderrecessione lunga, inflazione, deflazione: ogni movimento che duramercati laterali, inversioni rapide
Oroconvessa all'inflazionesecond responderinflazione, sfiducia nelle valutetassi reali in salita
Materie prime long onlyconvessa all'inflazionesecond responderinflazioneperiodi normali, con la curva in contango
Tail hedge (put out-of-the-money)convessafirst respondercrolli rapiditutti gli altri periodi

La tabella dice due cose. La prima è che il portafoglio più diffuso, azioni e obbligazioni, paga in due regimi su quattro e perde in inflazione con entrambe le gambe: nell'inflazione la correlazione tra le due gambe diventa positiva e la diversificazione sparisce nel momento in cui servirebbe. La seconda è che nessun regime si prevede, e quindi un portafoglio vuole almeno un asset che paghi in ciascuno dei quattro, e tra gli asset convessi almeno un first responder e un second responder. I due articoli che seguono trattano il tail hedge e la leva; per i singoli asset e i loro strumenti c'è il catalogo.

Il punto, e il prossimo passo

Un asset si descrive con tre risposte. La forma del payoff dice da che parte sta il suo evento estremo: i premi al rischio sono concavi e vanno diversificati per evento, non per nome, perché la correlazione che conta è quella condizionata all'evento e non quella media. I tempi dicono se risponde alla velocità di un crollo, come le put e i governativi lunghi nelle recessioni, o alla sua durata, come il trend following, che è convesso alla persistenza del movimento e in un mercato che scende per mesi diventa corto azioni. Il regime dice quando paga: azioni e credito nella crescita, governativi nella recessione e nella deflazione, oro e materie prime nell'inflazione, trend following in ogni movimento che dura.

Il prossimo articolo, 04-tail-hedge, parte dal first responder convesso: le put out-of-the-money comprate in modo sistematico, il bleed, il budget di premio e il roll, gli strumenti UCITS e quelli che non sono coperture.

Fonti

Thread del sub su cui poggia l'articolo.