Valuta di quotazione vs valuta dei sottostanti
La valuta di quotazione indica l'unità con cui un titolo viene negoziato su una determinata borsa. Non determina, da sola, il rischio di cambio economico. Lo stesso ETF può essere scambiato in euro, dollari o sterline senza modificare le attività che possiede; cambiano prezzo numerico, liquidità, spread e modalità di regolamento.
La valuta di quotazione indica l'unità con cui un titolo viene negoziato su una determinata borsa. Non determina, da sola, il rischio di cambio economico. Lo stesso ETF può essere scambiato in euro, dollari o sterline senza modificare le attività che possiede; cambiano prezzo numerico, liquidità, spread e modalità di regolamento.
Per un fondo contano le valute dei sottostanti e gli eventuali contratti di copertura. Per una singola società contano soprattutto le valute di ricavi, costi, debito e attività. Anche sede legale e borsa di quotazione sono quindi indicatori incompleti.
Tre esempi
cl2 è quotato in euro ma replica con leva 2x un indice azionario statunitense. Il prezzo in euro incorpora la conversione dell'indice in dollari e non elimina l'esposizione USD/EUR. Nel suo caso la struttura di finanziamento amplifica anche il cambio, come descritto in esposizione-valutaria-degli-etf-a-leva.
Novo Nordisk è quotata in corone danesi ed è negoziabile anche in euro e dollari. Le diverse linee rappresentano la stessa impresa: l'esposizione economica dipende dalla distribuzione internazionale dei suoi flussi, non dalla valuta scelta per l'ordine. Un movimento del dollaro può incidere sugli utili della società e quindi sul valore di tutte le quotazioni.
ueqc mostra il fenomeno dal lato del prezzo. Se una variazione della quota espressa in dollari deriva soltanto dal cambio EUR/USD, non segnala necessariamente un cambiamento della strategia o del valore dei contratti sottostanti. Il ribasso nella valuta di quotazione non costituisce, per questo solo motivo, uno sconto economico.
La valuta della linea resta importante per i costi di negoziazione e conversione, ma va tenuta distinta dall'esposizione valutaria. Quest'ultima nasce dai flussi e dai contratti che generano il valore dello strumento.
Fonti
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Costo della copertura valutaria e share class EUR-hedged
Una share class EUR-hedged cerca di neutralizzare le variazioni fra l'euro e la valuta delle attività sottostanti. La copertura viene normalmente mantenuta attraverso forward o futures sul cambio, rinnovati nel tempo. Non modifica la strategia economica del fondo, ma aggiunge il risultato dei contratti valutari.
Esposizione valutaria degli ETF a leva
Negli ETF a leva il rischio di cambio dipende sia dalle attività sottostanti sia dalla valuta usata per finanziare l'esposizione aggiuntiva. La valuta di quotazione, da sola, non risolve il problema: vale ancora il principio descritto in valuta-di-quotazione-vs-valuta-dei, ma occorre aggiungere il lato del finanziamento.
Home bias come copertura valutaria implicita
L'home bias consiste nel sovrappesare titoli del proprio paese o della propria area valutaria rispetto a un indice globale. Per un investitore dell'area euro, una maggiore presenza di azioni e obbligazioni europee riduce indirettamente l'esposizione a dollaro e altre valute. Non vengono però usati forward o futures sul cambio: cambia la composizione degli investimenti.
Quanto pesa il rischio di cambio: hedged vs unhedged
Il rischio di cambio misura quanto il valore di un'attività, espresso nella valuta dell'investitore, varia per effetto delle divise estere. Il suo peso non è uniforme fra strumenti.